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Scoprire e stimolare il punto G maschile



Scoprire e stimolare il punto G maschile

Come trovarlo ?
Il punto G maschile è meno soggetto a controversie rispetto al punto G femminile : è stato rapidamente identificato a livello della prostata. Come il punto G delle donne, è situato vicino all’uretra, ma ha anche una funzione biologica. Non sarà facile per un uomo cercare di stimolare da solo questo punto, anche perché è situato all’interno del suo retto. Tuttavia può provare a: sdraiarsi sulla schiena, o a piegare le ginocchia contro il petto, ed introdurre il proprio pollice che premerà contro la parete anteriore. In realtà, è meglio che sia la sua partner a trovare questo punto per lui : risulterà molto più facile e piacevole.

Stimolare il suo punto G : il gioco è in mano vostra, Signore .
Quando è sdraiato sulla schiena, introducete un dito (dopo averlo precedentemente lubrificato) nell’ano, e poi risalite lungo la parete rettale fino a sentire un’escrescenza delle dimensioni di una noce. Aspettate che si distenda, e poi ricominciate a massaggiare verso il basso.
Continuate la stimolazione fino al raggiungimento dell’orgasmo … A volte serve un po’ di tempo, ma il piacere procurato da questa stimolazione è più intenso di un orgasmo classico; lo sperma è evacuato non più a getti, ma in modo continuo. Per delle sensazioni forti, stimolate il suo punto G durante un rapporto sessuale, o massaggiatelo durante un rapporto orale.


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Seni , tette , poppe


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Tette a mela





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Tette a goccia


TETTE A CORNAMUSA




 Tette a coppa di champagne



 Tette a bocciolo



 TETTE  AEROPLANO CULTURISTA


TETTE DA DIO



 SILYCON VALLEY

SILICONE SCADUTO



Seni


Scopri le mosse giuste per accarezzare ogni tipo di seno e regalare a te e alla tua partner il massimo delle sensazioni

Seni grossi

In uno studio condotto all'Università di Vienna, i ricercatori hanno scoperto che i seni grossi sono circa il 24% meno sensibili di quelli piccoli. "Il motivo, probabilmente, è che i nervi che trasmettono le sensazioni dai capezzoli sono stirati", dice il dottor Alan Matarasso, chirurgo plastico di New York. Se non vuoi sfinirla per noia, stimolale i lati esterni, appena sotto le ascelle, con la lingua o la punta delle dita, e dalle dei piccoli colpetti con la lingua, magari anche mordicchiandola delicatamente.


Seni piccoli

Sono sensibili, e inoltre possono sopportare più movimenti, grazie alle loro dimensioni "contenute". Per regalare alla tua partner il massimo della stimolazione, durante il sesso tienili nelle mani a coppa e falli sobbalzare delicatamente.

Seni cascanti

I seni cascanti possono essere anche i meno sensibili: i nervi infatti non solo sono stirati ma anche compressi dal peso del seno. Per non disperdere le tue energie falla sdraiare sulla schiena, in modo che i seni si sollevino e si allarghino, alleviando la tensione sui nervi e aiutandola a concentrarsi sul piacere.

Seni chirurgici

Se eseguiti correttamente, gli impianti non interferiscono con le sensazioni, ma i seni si muovono in modo diverso. Quindi è il caso che ti concentri sulla superficie, usando la lingua per creare dei cerchi concentrici che raggiungano gradualmente i capezzoli.

Seni delle neo-mamme

I capezzoli saranno indolenziti, e non è il caso di stressarli ulteriormente, tu quindi concentrati sul lato inferiore dei seni, che spesso è trascurato: sostienili delicatamente nelle mani a coppa e vedrai che dopo una lunga giornata di poppate gradirà parecchio.




capezzoli

Non ti accontentare di darti da fare solo con il suo seno: anche i capezzoli sono importanti per stimolare la sua eccitazione

I capezzoli sono comodi barometri del desiderio, e per te possono essere molto facili da leggere: in su significa On, cioè strada aperta, in giù significa Off, cioè c'è ancora strada da fare. Inoltre i capezzoli sono importanti anche per lei, al punto che in alcune donne puoi indurre l’orgasmo anche solo con la loro giusta stimolazione. Ma attenzione! La sensibilità dei capezzoli è molto variabile, quindi trattali con molta attenzione.

Capezzoli grandi

Avendo un maggior numero di terminazioni nervose, i capezzoli grandi sono spesso ipersensibili, "quindi non essere troppo aggressivo nell’applicare pressione", consiglia ancora il dottor Alan Matarasso, chirurgo plastico di New York.

Capezzoli piccoli

L’areola, cioè il cerchio scuro che circonda il capezzolo, è anche più sensibile del capezzolo. Concentrati soprattutto sul quadrante superiore del seno, fra le ore 10 e le ore 12: è la parte più sensibile di tutte.

Capezzoli invertiti

Uno studio ha dimostrato che circa il 3% di donne ha i capezzoli invertiti o retratti, e la causa è genetica. Le terminazioni nervose dei seni con i capezzoli invertiti, però, non sono diverse da quelle degli altri capezzoli. "Spesso, le donne con i capezzoli invertiti possono essere emotivamente più sensibili, perché pensano di non essere normali", avverte la dottoressa Shirley Zussman, terapista sessuale di New York. Tu rassicurala con complimenti sul suo seno, e se insisti a toccarli, baciarli, leccarli e succhiarli delicatamente puoi anche attirare i capezzoli all’esterno...



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 Ecco la Pagina dei PIANETI 

del Nostro Sistema Solare 




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Scoprire e stimolare il punto G maschile



Scoprire e stimolare il punto G maschile

Come trovarlo ?
Il punto G maschile è meno soggetto a controversie rispetto al punto G femminile : è stato rapidamente identificato a livello della prostata. Come il punto G delle donne, è situato vicino all’uretra, ma ha anche una funzione biologica. Non sarà facile per un uomo cercare di stimolare da solo questo punto, anche perché è situato all’interno del suo retto. Tuttavia può provare a: sdraiarsi sulla schiena, o a piegare le ginocchia contro il petto, ed introdurre il proprio pollice che premerà contro la parete anteriore. In realtà, è meglio che sia la sua partner a trovare questo punto per lui : risulterà molto più facile e piacevole.

Stimolare il suo punto G : il gioco è in mano vostra, Signore .
Quando è sdraiato sulla schiena, introducete un dito (dopo averlo precedentemente lubrificato) nell’ano, e poi risalite lungo la parete rettale fino a sentire un’escrescenza delle dimensioni di una noce. Aspettate che si distenda, e poi ricominciate a massaggiare verso il basso.
Continuate la stimolazione fino al raggiungimento dell’orgasmo … A volte serve un po’ di tempo, ma il piacere procurato da questa stimolazione è più intenso di un orgasmo classico; lo sperma è evacuato non più a getti, ma in modo continuo. Per delle sensazioni forti, stimolate il suo punto G durante un rapporto sessuale, o massaggiatelo durante un rapporto orale.

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Sesso scritto al femminile e disegnato al maschile





Da Pauline Réage a Guido Crepax:
il sesso scritto al femminile e disegnato al maschile.

Sono passati poco più di 50 anni dal 1954, quando sono apparse le prime copie di Histoire d’O di Pauline Réage.
Copie che circolavano clandestine perché il romanzo fu giudicato osceno dalla Commissione del libro.

La storia di una donna affascinante, di cui conosciamo sono l’iniziale del nome di battesimo: O.
Una donna che per amore di un uomo accetta la proposta e la sfida di fungere da oggetto dei desideri più violenti ed eccessivi di uomini che non si risparmiano nel darle addosso, mentre lui sta a guardare.
Una donna che pur di far piacere al suo uomo si concede.

L’autrice di tali "immoralità" era una donna, sebbene nessuno sapesse chi fosse questa Pauline Réage.
Nel 1975 Just Jaeckin dirige l’omonimo film ispirato al libro e, finalmente, nel 1994 Pauline Réage ammette che appartiene a lei la mente che ha partorito "la scandalosa e perversa" O.
Pauline era in realtà Dominique Aury, la segretaria e collaboratrice di Paulhan.
Aveva 47 anni quando, in ragione di un amore impossibile in cui l’angoscia la stava vincendo sulla felicità, decise di mettere a verbale una dipendenza totale.

Un romanzo-trattato della psiche femminile, che gran parte della critica ha esultato lodandone la raffinatezza e il mistero, un vero e proprio capolavoro della letteratura del Novecento.

Anche Guido Crepax si lascia affascinare da O, anche se è evidente una trasformazione apportata al testo di Pauline Réage.
Mentre il romanzo, infatti, racconta una storia dell’anima e s’inoltra nel profondo della psicologia e nel tragico dell’umanesimo, il fumetto di Crepax preferisce, invece, la modernità.
I personaggi, con i loro volti, i loro gesti e i loro corpi sono, infatti, specchio di un gioco d’immagini, in cui l’immaginazione stessa simboleggia e celebra la sua artificiosità e la sua incredibile libertà.

Mentre Pauline Réage si era preoccupata di avvicinare a noi la sua eroina con le sue forze-fragilità, i corpi di Crepax si caratterizzano per le loro linee nere, che delimitano superfici di carne di una perfezione astratta, senza passato, senza alcun tremore per l’eternità.

Oggi il sadomaso adorna le pubblicità, la musica rock e i reality show e appartiene alla “cultura” metropolitana.
Non fa più scandalo, o meglio, lo fa ma senza intelligenza....senza essere un capolavoro!

Invece Histoire d'O rimane....tutta un'altra storia.

“O”, il cerchio compiuto, per gli antichi significava l’eternità.
Nel simbolismo erotico, la vocale al maiuscolo indica la continua disponibilità femminile.
“O”, dunque, come orifizio anale, apertura vaginale, piega delle labbra durante la fellatio.
Secondo un’altra versione, letteraria questa volta, “O” sta per zero.
Zero reazioni, zero sentimenti, zero proteste.
Eliminazione totale d’ogni volontà nella compiaciuta sottomissione.

Personalmente preferisco pensare ad "O" come ad un cerchio....
....un cerchio che rappresenta la perfezione, la compiutezza, l’unione, ciò che non ha rottura e ce(n)sura.
Un cerchio come emblema di ciò che non ha inizio né fine, formato da una linea unica le cui estremità si ricongiungono per annullarsi l’una nell’altra.
Un cerchio come sostanza primordiale, impalpabile e trasparente, uniforme ed indifferenziata.
Un cerchio che, sprovvisto di angoli e di spigoli, simboleggia l’armonia; che grazie all’assenza di opposizioni, come l’alto e il basso, traduce il diverso in uguale.
Un cerchio simbolo dello spirito e dell’immaterialità dell’anima.
Un cerchio come dimensione intellettuale e spirituale, simbolo del Principio da cui tutto trae origine e a cui tutto ritorna.
Un cerchio come raffigurazione del sole, il cui calore è associato all'amore e la luce alla bellezza e alla verità.
Un cerchio come cerchio magico, come un tempio ben definito.
Nel mondo celtico, il cerchio ha una funzione e un valore magico.
Il cerchio simbolizza dunque un limite magico invalicabile.
Per i popoli nomadi il Santuario per la divinità era concepito circolare, come la loro tenda.
Per delimitare il Santuario essi fissavano un bastone nel terreno e concepivano il bastone come asse del mondo ed ogni punto della superficie terrestre era concepito corrispondente a tale asse.
Con un filo legato al bastone ruotando formavano il cerchio, trasfigurazione del cielo e del cosmo.

Per finire...."O" come un Tutto dell'Universo Femminile e non?
E perchè n"O"?!!
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Masturbazione: maschile e femminile



Masturbazione

La masturbazione, chiamata anche autoerotismo, è una pratica volta al raggiungimento del piacere sessuale mediante auto-stimolazione manuale, o con sussidi strumentali, dei propri genitali e di altre zone erogene del corpo come l’ano, i seni etc.



Il piacere
Bisogna distinguere la masturbazione, dalla stimolazione che si riceve, invece, da un partner, anche se si avvale delle stesse modalità. In questo caso si parlerà di masturbazione reciproca in quanto avviene una stimolazione vicendevole praticata nell’attività sessuale di coppia.
Il piacere autoerotico è presente fin dalla prima infanzia, ma si intensifica e assume un significato diverso a partire dalla pubertà. In questo periodo i cambiamenti fisici e ormonali e il risveglio dell’interesse sessuale, forniscono un forte stimolo ad esplorare il proprio corpo e la propria sessualità, sperimentando il piacere attraverso la masturbazione. La maggior frequenza di questa pratica, si registra infatti nell’adolescenza.



Una tappa evolutiva
La masturbazione può essere considerata una tappa dello sviluppo psicosessuale, una fase di passaggio verso la sessualità di coppia che permette all’adolescente di prendere confidenza con e risposte agli stimoli sessuali del proprio corpo e con il proprio immaginario erotico. Tutto ciò non significa che masturbarsi sia obbligatorio e che chi non lo fa sia anormale. La masturbazione viene praticata da tutti anche dagli adulti, in particolare quando i rapporti sessuali sono impossibili o insoddisfacenti.


La masturbazione maschile
Il bambino maschio manifesta erezioni fin dalla nascita, ma è a partire dalla pubertà che il ragazzo sente un’irrefrenabile desiderio di liberazione orgasmica e la sua vita è pervasa dall’appetito sessuale. Non è rara una media che va dai quattro agli otto orgasmi giornalieri, vive un’esperienza molto intensa e l’eiaculazione si verifica con getti potenti. Verso i 30 /40 anni la pressione sessuale si indebolisce, e sebbene l’uomo in questa fase sia ancora molto interessato al sesso si soddisfa con un minor numero di orgasmi e talvolta predilige una sessualità con la partner.


La masturbazione femminile
Anche le bambine come i maschi, sperimentano un diffuso piacere sessuale fin dalla prima infanzia. Anche loro si masturbano ed hanno fantasie sessuali, e se nessuno glielo impedisce si dedicano a giochi sessuali. Tuttavia l’esigenza orgasmica femminile è meno intesa. Mentre praticamente tutti i ragazzi normali si masturbano, circa il 30%, 40 % delle donne riferisce di non aver mai vissuto questa esperienza. E al contrario degli uomini, dove l’assenza di masturbazione adolescenziale fa nascere il sospetto di disturbi psichiatrici, le femmine che non si masturbano mai non sono necessariamente patologiche, anche se l’assenza della masturbazione si constata frequentemente nella storia di donne che più tardi lamentano difficoltà orgasmiche. È verso i trent’anni che la donna raggiunge il culmine della sua reattività, incomincia a conoscere bene il suo corpo ed eventualmente a non vivere la masturbazione con sensi di colpa.


Luoghi comuni
La masturbazione è stata per secoli ritenuta sconveniente, immorale e dannosa alla salute, e tutt’ora da qualcuno considerata una pratica in contraddizione con il sesso finalizzato alla riproduzione. Ad ogni modo l’autoerotismo non causa né danni fisici , né rappresenta una perversione. Solo quando assume un carattere ossessivo-compulsivo e costituisce l’unico modo di soddisfarsi sessualmente, potrebbe essere l’espressione di un problema che però può essere risolto con l’aiuto di un esperto.

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