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Perché gli uomini vanno con i travestiti?

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Perché gli uomini vanno con i travestiti?

Perché gli uomini vanno con i transessuali? Bene, la prima cosa da mettere in chiaro è che in queste vicende si usa a sproposito il termine trans. In realtà parliamo di travestiti, che è una cosa assai diversa: i travestiti sono uomini con l’apparato sessuale maschile al completo che si imbottiscono di ormoni per acquisire anche caratteristiche sessuali femminili (seno, meno peli ecc), senza però mai rinunciare a quella preziosa appendice che sembra essere il vero motivo di attrazione sui maschi che li frequentano. Lo abbiamo sentito in decine di interviste: il trans che si è fatto operare, che si è chirurgicamente trasformato in donna facendosi amputare i genitali esterni, non ha mercato, non trova clienti, non attira, non eccita.

Allora riformuliamo la domanda: perché gli uomini vanno con i travestiti? La domanda se la stanno facendo milioni di donne italiane che in questi giorni hanno trovato l’ennesima conferma a ciò che già si sapeva: gli uomini, a maggior ragione i cosiddetti insospettabili, che vanno con i travestiti sono tanti, tantissimi, come probabilmente non riusciamo nemmeno a immaginare. Se ce ne fosse bisogno il dato è confermato dai numeri: i trav che si prostituiscono, in Italia (anche nel mondo? Chissà) sono più numerosi delle prostitute donne e questo significa una sola cosa: che gli ‘utilizzatori finali’ dei trav sono più numerosi dei clienti delle ‘escort’ .

Rivolta a parenti, colleghi e amici maschi, la domanda cade nel nulla: nessuno lo sa, nessuno ci va. Coi trans. Solo alcuni ammettono di avere un amico che avrebbe un amico il quale va con i trav. E questo amico dell’amico avrebbe spiegato che: il trav è tutto, ha tutto. E questo permette di soddisfare le più disparate (disperate?) fantasie erotiche. Il trav accetta di fare e subire qualsiasi cosa, le donne, anche le prostitute più navigate, hanno sempre dei limiti (“questo no”) e ti giudicano. Invece il trav ti è grato per averlo scelto , lui lo fa volentieri, il suo è sì un lavoro ma è anche un piacere (questo se lo immaginano i clienti, ma ovviamente non sarà sempre così). Il trav ha quel genere di femminilità da schiava che le donne non hanno: ti danno l’impressione che non sei tu cliente ad avere bisogno di loro ma il contrario. Il cliente è convinto di avere il potere con il trav e questo gli dà un senso, appunto, di potenza capace di riaccendere la sua virilità che, evidentemente, le donne-donne inibiscono.

Altri amici degli amici ammettono: la donna mette soggezione, gli uomini si sentono più rilassati con i trav, più liberi, ragionano come te cliente, non pensano che sei un pervertito, anzi, di sicuro, se c’è una graduatoria della perversione, loro, i trav, lo sono più di te cliente che per 23ore della tua giornata sei un uomo ‘normalissmo’ . Questo è psicologicamente tranquillizzante, almeno sul momento ti assolve.

Ci sono anche amici di amici che dicono: spesso questa esperienza viene voglia di farla nella mezza età, quando gli ormoni cominciano a fare flop con le donne. A quel punto il cinquantenne, oltre magari a farsi di Viagra, comincia ad avere fantasie sessuali che aiutano a ritrovare l’antico splendore, e tra queste c’è anche la curiosità dell’essere posseduto. L’uomo si chiede cosa provi la donna, se è vero che si tratta di un piacere completamente diverso, più intenso, se è vero che può provarlo anche l’uomo. Alla fine ci prova. E spesso ci prende gusto.


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In altri casi questo desiderio (essere posseduti) c’è sempre stato ma lo si è nascosto, lo si è represso. Una volta che si è dimostrato di essere etero con moglie e figli, una volta che ci si è garantita un’immagine eterosessuale di fronte al mondo, allora si dà sfogo a quella che evidentemente è una omossessualità o quantomeno bisessualità latenti. Ma questa sembra essere un'ipotesi per lo più rifiutata con sdegno dall’amico dell’amico: sembra che rivendicare la propria assoluta eterosessualità sia un must dei frequentatori di trav. Anzi, quasi quasi si credono più virili, più machos degli altri. Non di rado sono anche violenti con i trav, si comportano come immaginari e nerboruti cavernicoli, umiliando e ferendo l'oggetto del desiderio.

Basta. Tutto questo è sufficiente per stabilire almeno una cosa. La seguente.

Tutti sappiamo che la sfera del sesso è quasi sempre lambita o immersa in fantasie che difficilmente si avrebbe voglia di confessare a chicchessia. Diciamo che questa cosa nella nostra testa, di uomini e donne, è incontrollabile. Però c’è una bella differenza tra chi decide di soddisfare a qualunque costo (morale e economico) le più estreme e imbarazzanti fantasie e chi invece, utilizzando il dono della ragione che è quello che ci distingue dagli animali, mette su un piatto della propria bilancia interiore il piacere sessuale per quanto sfrenato e, sull’altro, la propria vita privata e la propria vita pubblica. Perché è questo che in molti casi si rischia: l’intera esistenza per un orgasmo. Ne vale la pena?

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